Alzheimer e demenza senile

scritto da semidiluna nel mese di aprile 10, 2017 in Senza categoria con nessun commento

Alzheimer-assistenza
L’ Alzheimer è una malattia neurodegenerativa che provoca il deterioramento progressivo delle funzioni cognitive, intaccando soprattutto la memoria, per poi coinvolgere l’elaborazione del pensiero, l’espressione linguistica, l’orientamento nello spazio e nel tempo, fino a compromettere lo svolgimento delle normali attività quotidiane. Esistono cure naturali che aiutano a prevenire e a rallentare la malattia di Alzheimer, esplicando un’azione neuroprotettiva che migliora la memoria e sostiene altre abilità cognitive.

Per prevenire in modo naturale le malattie degenerative, bisogna lavorare fondamentalmente su questi punti.

  1. INFIAMMAZIONE
  2. CIRCOLAZIONE
  3. GESTIONE STRESS
  4. ALIMENTAZIONE E INTEGRAZIONE ADEGUATA ( antiossidanti, vitamine, superfoods..)
  5. ATTIVITA’ LUDICHE ( pittura, musica, arte in generale..)
  6. RELAZIONI SOCIALI ( mantenere rapporti sociali con le persone, affetto e presenza  ..)
  7. MINERALOGRAMMA. Si è visto che la presenza di metalli tossici accumulati nel nostro organismo possono provocare danni neurologici. Tramite l’analisi tessutale del capello possiamo rilevare quali tossici cono accumulati e in che modo intervenire. I metalli tossici sono sostanze inquinanti che penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria, acqua, cosmetici, farmaci, vestiti, vernici e oggetti di uso. Sono pericolosi perché tendono a bioaccumularsi: tendono cioè ad aumentare la propria concentrazione in un organismo biologico. Si accumulano lentamente e progressivamente nelle ossa, nel fegato, nei reni, nei tessuti connettivi, nel cervello e in altri organi. Il nostro organismo non riesce, con i normali processi detossinanti, a rimuoverli. Senza l’ausilio di sostanze chelanti, capaci di legarsi al metallo e di trasportarlo all’esterno dell’organismo, permangono per decenni e rappresentano un serio pericolo per la salute.  Leggi di più..

alzheimer-assistenteCome intervenire?

Per prima cosa bisogna eliminare lo stato infiammatorio  e riportare in equilibrio il  nostro organismo, soprattutto a livello neuronale. Il controllo dell’ acidità e il controllo del nostro ph , ci può dare un aiuto di partenza per eliminare un eccesso di infiammazione nel nostro corpo.Tenendo conto dell’importanza del cibo ( noi siamo quello che mangiamo..) , si è visto che un alimentazione vegetariana , che tenga conto della stagionalità e della qualità è di primaria importanza. Bisogna poi  eliminare tutti quei cibi che possano nel tempo acidificare il nostro organismo. Ormai si è accettato che un’acidità protratta nel tempo apporta una serie di problematiche tra cui anche un infiammazione ai tessuti, muscoli e cellule nervose. Per tanto tramite cibi, integratori e stile di vita possiamo gestire l’infiammazione.

Gli integratori utili che svolgono un’azione antinfiammatoria, depurativa e protettiva cardiovascolare sono:

  • Antinfiammatori e protezione cardiovascolare: CURCUMA, OMEGA 3, semi di LINO, semi di CANAPA, RESVERATROLO e antiossidanti di color viola, blu..
  • Cibi alcalinizzanti :  ERBA di GRANO, GREEN MAGMA…
  • Integratori che stimolano la circolazione, la riattivano e la rigenerano : GINGKO, CENTELLA, ROSMRINO, BIANCOSPINO ( controllo dell’ansia, tachicardia..)
  • Piante per la stimolazione della MENTE: BRAHMI, GINGKO, ROSMARINO
  • Piante ad azione tonica psico-fisica: ELETEROCOCCO, RODIOLA, GINSENG, WHITANIA, ASTRALAGO..
  • Vitamine e antiossidanti: complesso B ( soprattutto B6-B9-B12),  E, A, te verde, coenzima Q10 ( cardiovascolare), selenio, acido lipoico..
  • Superfood: KLAMATH, GOJI, ACAJ.

Di seguito un elenco di consigli e integratori utili per prevenire e contrastare i danni neurologici. E’  importante sempre personalizzare il trattamento, in base alla persona ( malattie, età, farmaci che assume..) per ottenere i migliori risultati.

Vitamina B

Vi sono molti studi scientifici che riconoscono alle vitamine del gruppo B effetti protettivi verso la malattia di Alzheimer. In particolare, le vitamine B6, B9 e B12 e niacina (B3),  che partecipano in modo diretto alla funzionalità cerebrale anche in condizioni fisiologiche, giocano un ruolo strategico nel ridurre i livelli sanguigni di omocisteina. Questo amminoacido, se presente in concentrazioni superiori alla norma, si associa a un alto rischio di sviluppare l’Alzheimer e altre forme di demenza senile e presenile, oltre a esporre a patologie cardiovascolari.
In chiave preventiva, dal momento che i valori di omocisteina tendono ad aumentare con l’età, almeno a partire dai 60 anni è bene ricorrere a un integratore multivitaminico ( soprattutto con folina (B9)), che contenga tutti e tre questi micronutrienti, insieme a vitamine e altre molecole antiossidanti come la vitamina C, la vitamina E, il betacarotene.

Vitamina E

E’ un antiossidante liposolubile che agisce come protettore cardiovascolare, antiossidante, aumenta le difese immunitarie, protezione da sostanze tossiche ambientali, antiage cutaneo e anche nella prevenzione e protezione Alzheimer e demenze vascolari. La sinergia di vitamina C e vitamina E vengono a potenziare quest’effetto protettivo neuronale. Il dosaggio della vitamina C di 100-600 mg al giorno e vitamina E 400-750mg al giorno da assumere anche per anni. Vi sono studi fatti su anziani che hanno dimostrato un  miglioramento dal 36 al 75% delle funzioni cognitive

Omega 3

E’ appurato che seguire una dieta ricca di questi grassi essenziali  pesce di piccola taglia, omega, semi di lino, borragine, canapa..), concorre a prevenire il morbo di Alzheimer .  Alcune ricerche attestano che un’assunzione di 900 milligrammi di un omega 3 ( DHA) ha mostrato di migliorare la memoria  e altri processi cerebrali in un gruppo di oltre 400 persone con lieve declino cognitivo. Inoltre altri studi hanno evidenziato la riduzione dell‘infiammazione dei tessuti cerebrali e la concentrazione di proteina beta-amiloide (A-beta), che si ammassa in placche nel cervello delle persone affette da questa forma di demenza.
In presenza di decadimento cognitivo o di Alzheimer conclamato il dosaggio di omega 3 è di almeno 1 grammo al giorno, sotto forma di EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico). Gli omega 3 sono rimedi naturali sicuri, che a questa posologia non causano effetti collaterali degni di nota. ATTENZIONE , soprattutto  in caso di uso prolungato, se si è in terapia con anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici o ipoglicemizzanti, farmaci con cui gli omega 3 potrebbero interagire.

Si è visto che omega 3 potenziano gli effetti neuroprotettivi delle vitamine B, vi è quindi un’ottima sinergia dei due.

COENZIMA Q10

E’ stata studiata la potenziale utilità del coenzima Q10 in alcune malattie degenerative, quali morbo di Parkinson, Alzheimer, sclerosi amiotrifica laterale e morbo di HIntington. In particolare nel morbo di Parkinson è stato evidenziato che la somministrazione di almeno 300mg di questo coenzima è in grado di rallentare il progressivo declino funzionale associato a questa patologia. Ritarda la progressione della malattia del morbo di Parkinson fino al 44%. Inoltre ha forti proprietà antiossidanti ed è un ottimo protettore cardiovascolare.

SILICIO

Il Silicio è ottimo per eliminare l’alluminio dal cervello che è una delle cause del morbo di Alzheimer. Il silicio lo troviamo molto nell’equiseto , altro fossile vivente , è una pianta antica  che aiuta a rimineralizzare le ossa, drenare e fortificare.

LECITINA DI SOYA

E’ un integratore importante per la riduzione del colesterolo e la protezione epatica. Grazie ai fosfolipidi ha anche una forte azione di protezione sul sistema nervoso e migliora la concentrazione e la memoria. E’ importante che la lecitina sia biologica e OGM Free.

OLIO DI COCCO

Si è visto che con 3 cucchiai al giorno i corpi chetonici dell’olio di cocco aiutano il cervello a rigenerarsi e forniscono una fonte di nutrimento alternativa al glucosio. Nella malattia di Alzheimer, i neuroni in alcune aree del cervello non sono in grado di assorbire il glucosio a causa dell’insulino-resistenza, e lentamente muoiono … se queste cellule invece hanno accesso ai corpi chetonici, possono potenzialmente rimanere in vita e continuare funzionare.

MELATONINA 

La melatonina è un elemento cardine della vita e impedisce alla cellula sana di morire. Cosa fa la melatonina sulla cellula sana? Le impedisce di morire. La melatonina è molto utile per il Parkinson e l’Alzheimer negli anziani perchè impedisce la morte delle cellule del cervello. Si è visto che l’esposizione a linee ad alta tensione e campi elettromagnetici abbassa la melatonina nel sangue e tutte le volte che un individuo ha un abbassamento della melatonina è a rischiodi malattie  di alterazioni dello stato cognitivo, del suo rendimento psicofisico, degli stati di ansia, di irrequietezza, di irritabilità, di difficoltà di concentrazione, coincidono con l’abbassamento della melatonina.

ANTIOSSIDANTI

Gli antiossidanti sono  molto importanti, perchè aiutano a proteggere ed eliminare i radicali liberi che provocano  il danneggiamento celullulare. E’ importantissimo variare  il più possibile sia  l’alimentazione che gli antiossidanti, per dar la possibilità di avere a disposizione diverse sostanze in grado di agire in una più ampia  azione di campo. Antiossidanti utili sono: papaya, coenzima Q10, vit. C-E-A- selenio, zinco, acido lipoico..

OLIGOELEMENTI

Rame-oro-argento. Viene utilizzato in omeopatia per trattare la diatesi d ‘invecchiamento delle persone anziane. Si assume 1 fiala al giorno sotto la lingua a digiuno per giorni alterni per 3 mesi.

curcumaCURCUMA

Aggiungere curcuma alle pietanze aiuta a prevenire l’Alzheimer.

La curcuma oltre ad avere una spiccata azione antossidante e antinfiammatoria, ha anche proprietà neuroprotettrici, quindi un rimedio estremamente valido per la prevenzione dell’Alzheimer. La curcumina, il principio attivo principale della curcuma, contrasta infatti l’aggregazione della proteina beta-amiloide, contiene così la degenerazione neuronale e combatte l’infiammazione della microglia (quel complesso di cellule del sistema nervoso centrale deputato alla sua difesa immunitaria), ostacolando così un processo direttamente implicato nell’insorgenza della malattia di Alzheimer.  E’ bene per gli anziani e non solo introdurre sempre la curcuma nell’alimentazione, utilizzandola come spezie, per diminuire il rischio di demenza.
Se il morbo di Alzheimer ha già fatto il suo esordio è preferibile l’impiego di integratori alimentari a base di curcumina. La posologia è in genere di una capsula da 400-500 milligrammi di estratto secco titolato e standardizzato in curcuminoidi almeno al 90%, fino a tre volte al giorno. ATTENZIONE. La curcuma è sconsigliata a chi soffre di calcoli biliari, di ulcera . Ci sono possibili interferenze con farmaci ipoglicemizzanti. Poiché la curcuma tende a fluidificare il sangue, qualche cautela andrebbe osservata anche in caso di disturbi della coagulazione o se si è in cura con farmaci anticoagulanti, quali il warfarin.

Ginkgo.bilobaGINGKO

Il Ginkgo biloba chiamato anche fossile vivente, è l’albero più antico del pianeta e infatti è importantissimo per tutte le patologie dell’invecchiamento. Rallenta l’evoluzione dell’Alzheimer migliorando la circolazione a livello cerebrale e ne potenzia la memoria.
Lo  Ginkgo biloba è valido quindi sui sintomi dell’Alzheimer e anche della demenza di tipo vascolare. Inoltre, somministrato in affiancamento ai farmaci convenzionali per la malattia di Alzheimer, il ginkgo tende a rinforzare gli effetti delle cure tradizionali sulle performance cognitive. La frazione flavonoica del ginkgo ha dimostrato in numerosi studi di promuovere il flusso sanguigno, di proteggere contro gli episodi ischemici e l’ipossia e di aumentare l’ossigenazione delle vie metaboliche di produzione di energia nelle cellule nervose. Si sono riscontrati, inoltre, effetti protettivi sulla guaina mielinica e sui sistemi di trasmissione e ricezione cerebrale, oltre a un’attività scavenger dei radicali liberi. Il ginkgo svolge un’azione nutritiva e protettiva sui neuroni corticali cerebrali e ostacola il declino del sistema colinergico, che controlla memora, attenzione e funzionalità mentali in generale. Posologia : è di 40-80 milligrammi di estratto secco titolato e standardizzato al 24% in flavonoidi e al 6% in ginkgolidi 2-3 volte al giorno. I dosaggi di Ginkgo biloba utili nella demenza di Alzheimer sono piuttosto alti 240 milligrammi al giorno. ATTENZIONE. Il gingko  dovrebbe essere evitato da chi sia in terapia con anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici (warfarin, ma anche aspirina, aspirinetta, cardioaspirina). Una certa cautela andrebbe osservata anche qualora si sia in trattamento con diuretici tiazidici, farmaci usualmente prescritti contro l’ipertensione.

BRAHMIBRAHMI o BACOPA

Il Brahmi o Bacopa è originario dell’India. Nella medicina ayurvedica, il Brahmi è classificato come Medhya Rasayana, che è il nome dato ai farmaci utilizzati per migliorare la memoria e l’intelletto. In linea con questo, il nome del Brahmi è derivato dal nome “Brahma”, che è il dio indù della creazione. Nella medicina ayurvedica è utilizzato principalmente come tonico del cervello e mentale per trattare la perdita di memoria e l’Alzheimer.

Studi e approfondimenti  dul Brahmi.

Nel maggio 1996 la Royal Society of British Science ha pubblicato un documento sull’ossido nitrico, definendolo la meraviglia del decennio. L’articolo ha spiegato che l’ossido nitrico nel Brahmi ha un effetto estremamente positivo sull’apprendimento e richiamo di memoria.
In uno studio condotto per testare gli effetti cronici del Brahmi sulla memoria umana fatto presso l’Università di Wollongong, Australia, si è rilevato che il Brahmi  mostra una significativa azione di rafforzare la capacità dei soggetti di conservare nuove informazioni, mantenendo la capacità di apprendimento. Un recente studio scientifico ha dimostrato che il Brahmi ha potenti proprietà antiossidanti, che è, senza dubbio, il motivo per cui è stato anche venerato in India per rafforzare il sistema immunitario, migliorare la vitalità e le prestazioni e per promuovere la longevità.

rosmarinoROSMARINO

E’ una pianta da sempre utilizzata per la depurazione del fegato ma soprattutto conosciuta come l’erba del ricordo. Il rosmarino produce un’azione riattivante sul sistema circolatorio e migliora il flusso di sangue al cervello. Inoltre è un ottimo tonico generale e aiuta la nostra mente ad essere più vigile e presentela ed ad un  miglioramento di memoria e concentrazione. Ottimo anche l’olio essenziale per diffusione nell’ambiente. Vedi approfondimenti ..

biancospino-BIANCOSPINO

E’ una pianta ottima a livello cardiovascolare. Agisce inoltre anche sull’aspetto psicoemotivo, promuovendo calma e riequilibrando la tachicardia. Inoltre pulisce le tossine presenti nel cervello e rafforza i vasi sanguigni e dei tessuti, inoltre facilita il trasporto di ossigeno e nutrienti al cervello. Può migliorare la capacità intellettuale, la concentrazione e la memoria, così come abbreviare i tempi di apprendimento.

centellaCENTELLA ASIATICA

In erboristeria è molto nota per le sue proprietà che migliorano la circolazione, ma la centella asiatica è utilissima anche per aiutare a migliorare le prestazioni mentali, sia per quanto riguarda la memoria che per la concentrazione generale.

 

eleuterococco_closeupELEUTEROCOCCO

Chiamato anche ginseng siberiano, è un ginseng più indicato per le donne. E’ utile nella debolezza, l’esaurimento fisico e lo stress. Contiene vitamina A ed E (migliorano l’aspetto della pelle) ed il lignami (previene il danneggiamento del fegato, ne stimolano il recupero e regola il rilascio degli acidi gastrici). Inoltre stimola il sistema nervoso centrale, aumenta i riflessi, aiuta nella depressione, utile in caso di mal di testa, aumenta le capacità cognitive e migliora la memoria e la concentrazione mentale.

Te-verdeTE’ VERDE

Da millenni conosciuto e molto apprezzato in Cina e Giappone, è uno degli alimenti con maggiori proprietà antiossidanti. Negli ultimi anni, diversi studi hanno analizzato la capacità del tè verde di migliorare le funzioni cognitive.  Uno studio dell’Università britannica di Newcastle ha dimostrato che il tè verde consumato regolarmente può migliorare la memoria. Questo è dovuto al fatto che il tè, soprattutto quello verde, inibisce l’enzima acetilcolinesterasi (ACHE). L’acetilcolinesterasi è un enzima deputato alla scissione dell’acetilcolina.  L’acetilcolina è un mediatore chimico fondamentale per gli impulsi nervosi a livello delle fibre colinergiche del sistema parasimpatico. L’azione dell’acetilcolina è di breve durata in quanto rapidamente distrutta dall’acetilcolinesterasi.  Le ricerche hanno dimostrato che il morbo di Alzheimer è legato a questo meccanismo e all’abbassamento dei livelli di acetilcolina. Un altro componente interessante contenuto nel tè verde è l’aminoacido L-teanina, questo aumenta l’attività delle cellule cerebrali, diminuendo la tensione nervosa e aumentando lo stato d’allerta del cervello. Uno studio giapponese ha valutato gli effetti delle teanina sull’attenzione e i tempi di reazione in studenti universitari. Il test ha dimostrato che la teanina migliora l’attenzione agli stimoli visivi e riduce i tempi di reazione in persone che hanno la tendenza a stati ansiosi.

shisandra

 

SHISANDRA CHINENSIS

La schisandra è una pianta rampicante legnosa, originaria di Cina Settentrionale e Russia Orientale.  Da millenni usata nella medicina tradizionale cinese per le sue proprietà adattogene, antinfiammatorie, di sostegno delle facoltà mentali.  Il nome originale è “wu wai zi” e significa “bacca dai 5 sapori” a indicare il fatto che in questa pianta sono racchiusi tutti i 5 sapori.  Negli ultimi decenni sono stati effettuati studi che confermano la capacità di incrementare le capacità fisiche e mentali, migliorando cioè capacità di concentrazione e resistenza alla fatica. ), le  bacche manifestano attività stimolante, in grado di favorire il mantenimento della tonicità e dell’equilibrio sistemico dell’organismo. Vedi approfondimenti.. ATTENZIONE. Effetti collaterali della Schisandra possono essere bruciore di stomaco e acidità gastrica.

rodiola roseaRODIOLA

Questa pianta è un ottimo tonico adattogeno, viene impiegata nella medicina tradizionale cinese per aumentare la resistenza alla fatica e nelle convalescenze.  Degli studi su studenti universitari hanno dimostrato che la rhodiola è in grado di migliorare le funzioni percettive e cognitive, la capacità associativa, la memoria a breve termine, la capacità di calcolo e concentrazione e contrasta l’affaticamento mentale.  ATTENZIONE. Disturbi cardiaci e ipertensione.

 

avena sativa-AVENA SATIVA

Dal punto di vista alimentare l’avena è molto interessante per diversi motivi. Innanzitutto, l’avena è una fonte di carboidrati a basso indice glicemico, ci fornisce cioè energia in modo costante a lungo termine senza picchi e cali di glicemia. L’avena è un’ottima fonte di energia per il fisico e la mente. Tra i cereali è quello con più alto contenuto di proteine, apporta inoltre un buon contenuto di aminoacidi; importante la presenza di lisina, l’aminoacido essenziale che di solito è contenuto in quantità ridotte negli altri cereali, questo rende l’avena un alimento particolarmente indicato per chi segue un’alimentazione vegetariana o vegana.  L’avena contiene anche minerali, soprattutto potassio, fosforo, magnesio e calcio. Contiene vitamine del gruppo B (B5, B3, B1). L’avena svolge anche un’azione di sostegno del sistema nervoso, l’avenina infatti da a questo alimento proprietà neurotoniche utili in caso di esaurimento e stress.

 

klamathKLAMATH

A differenza della altre microalghe, che ormai sono coltivate in stagni artificiali con l’aggiunta di fertilizzanti, le Klamath sono le uniche a nascere spontaneamente in un ambiente incontaminato e ricchissimo di minerali. Grazie alle condizioni ideali in cui crescono selvatiche, le Klamath hanno una dotazione di minerali, vitamine, aminoacidi, antiossidanti e acidi grassi essenziali assolutamente unica. La perfetta sinergia del suo spettro nutrizionale le rende non solo un ottimo tonico ed energetico generale, ma un vero e proprio super-nutriceutico, come testimoniato da numerosissime testimonianze accumulate nel corso degli ultimi 20 anni, e come confermato ora da una serie di studi scientifici che ne iniziano a rivelare importantissime valenze terapeutiche, in particolare sul sistema immunitario, su quello neurocerebrale e sul metabolismo lipidico (colesterolo, trigliceridi). Proprietà nutrizionali Proprio per il suo carattere selvatico e primordiale, le qualità nutrizionali della Klamath sono davvero speciali:

  • elevate quantità di clorofilla, pigmento dotato di proprietà depurative e di prevenzione tumorale
  • spettro completo e bilanciato di ben 13 vitamine. Una delle più elevate fonti di vitamine del gruppo B e di vitamina K (fondamentale per le ossa). Possiede la più alta concentrazione di vitamina B12 assimilabile, essenziale per l’energia e la salute del sistema nervoso e cardiovascolare
  • oltre 30 minerali, tra macrominerali (ferro, calcio, etc.) e oligoelementi (boro, cromo, vanadio, etc.) in una forma organica completamente assimilabile
  • acidi grassi essenziali Omega-3 e Omega-6 nella proporzione ottimale
  • alta quantità di betacarotene associato ad altri 14 carotenoidi, in quella che è probabilmente la più ampia orchestra di sostanze antiossidanti
  • unico cibo con tutti i 20 aminoacidi di base. Il 65% dell’alga è costituita da tali aminoacidi, in proporzioni che li rendono completamente assimilabili. La Klamath fornisce dunque al nostro organismo i precursori dei neurotrasmettitori cerebrali e gli aminoacidi ramificati indispensabili per la costruzione muscolare e l’attività sportiva
  • è ricca di feniletilammina, una molecola che svolge una potente azione di stimolo cerebrale e neurologico.
  • ricca di fìcocianine (10-15% del peso a secco), una delle più potenti sostanze antinfiammatorie naturali

Ricerca sul sistema nervoso.
Il Dr. G. Cousens (Journal of Orhomolecolar Medicine, Voll. III n. 1 & 2, 1985) riporta come l’uso delle alghe del lago Klamath abbia fatto parzialmente regredire un caso di Alzheimer e abbia arrestato la progressione di un altro. In circa il 70%-80% delle persone che ne fanno uso, queste alghe sembrano attivare in maniera particolare le funzioni mente-cervello, e sono molto indicate per coloro che svolgono molto lavoro mentale o attività che implicano concentrazione e meditazione.

Vedi approfondimenti sull’alga Klamath..

reishiFungo-Hericium

REISHI E HERICIUM

In micoterapia i funghi più  importanti per il sistema nervoso sono da attribuirsi soprattutto  al Reishi ed Hericium. I funghi micoterapici sono stati utilizzati fin dall’antichità in oriente per un approccio globale alla salute. Fondamentalmente tutti i funghi hanno un’azione disintossicante, immunomodulante, antinfiammatoria e nutriente. Il Reishi in questione, è chiamato anche fungo dell’immortalità, è in grado di ripristinare l’equilibrio dell’organismo, ossia un rimedio in grado di migliorare la resistenza della persona alle malattie.  In MTC viene utilizzato per favorire la calma, la lucidità mentale, la concentrazione e la memoria. Inoltre è consigliato per recuperare da situazioni di stanchezza e astenia, per l’asma, l’insonnia, la tosse , nutre il cervello, ritarda l’invecchiamento e tantissime sintomatologie. L‘Hericium è un fungo che da sostegno gastrointestinale. Ha effetti antinfiammatori e prebiotici che lo rendono efficace in tutte le patologie infiammatorie e infettive che coinvolgono le mucose del sistema digerente. E’ risaputo della relazione che cè tra intestino e cervello, il nostro secondo cervello enterico, e quindi ecco l’importanza dell’utilizzo di questo fungo anche nel sostegno neurologico. Si è visto che l’utilizzo in questo campo è potenziato dall’unione con il Reishi. Possiamo dire che l’Hericium  ha fondamentalemente queste funzioni: azione probiotica, rigenerazione di mucosa, attivazione del MALT (sistma immunitario associato alle mucose) e rigenerazione del sistema nervoso enterico.

E’ importantissimo utilizzare funghi di ottima qualità, biologici e conoscerne la provenienza . Per saperne di più sulla Micoterapia..

GEMMOTERAPIA

La gemmoterapia, utilizza tutti i tessuti di accrescimento di una pianta (gemme..) e questo può bastare per farci capire, quanto siano importanti le gemme nel trattamento del sistema nervoso e nella protezione delle cellule nervose. I giovani getti della SEQUOIA GIGANTEA possiedono una eccellente azione anti-senescente, energetica, tonica e stimolante generale utile in modo particolare nel soggetto anziano. Nel soggetto anziano provocano una sensazione di euforia e un recupero delle forze in casi di neuroastenia, agendo sia sul terreno fisico che psichico del malato. La loro azione si esercita in modo particolare sulla prostata adenomatosa e sull’utero fibromatoso. Il loro effetto terapeutico si estende anche all’ossatura in preda a disturbi trofici della senescenza. Le principali indicazioni sono: antisenescente, neuroastenia, psicastenia e sidrome depressive dell’anziano, vertigini su base arteriosclerotica, sindrome da surmenage ed affaticamente eccessivi ( con Rines nigrum e Quercus peduncolata), andropausa e sindromi da senescenza maschile, menopausa e sindrome da senescenza femminile. La BETULLA VERRUCOSA, ricca di betulina, è dotata di proprietà diuretiche e depurative, atte ad eliminare acidi urici, urea, cataboliti e ridurre il tasso di colesterolemia. Può pertanto prevenire e correggere gli stadi iniziali di arteriosclerosi. I “semi” si sono rivelati ottimi come tonici del sistema nervoso, particolarmente idonei agli studenti in periodi di esami e come stimolante generale. Utile nelle neuroastenia da surmenage intellettivo, difficoltà di concentrazione e perdita di memoria ( con Prunus amygdalus) e astenia mentale dell’anziano con (associato ad Alnus glutinosa).

AROMATERAPIA

Non bisogna dimenticare dell’importanza degli oli essenziali e del loro effetto sul nostro sistema nervoso!
In particolare l’olio essenziale di Rosmarino, di Basilico e di Menta, sono perfetti per riconferire tonicità mentale, aumentare i livelli di concentrazione ed attenzione.

Il rosmarino, insieme alla menta piperita, è un eccellente rimedio per migliorare le facoltà intellettive e la concentrazione nei periodi di superlavoro fisico e intellettuale. Prepara una tisana portando l’acqua a 85 gradi Celsius, poi aggiungi un rametto di rosmarino e una presa di foglie essiccate di menta piperita. Chiudi con un coperchio e lascia riposare per una decina di minuti. Filtra e sorseggia due o tre volte al giorno.
Un consiglio è quello di disperdere, nell’ambiente di studio o di lavoro, qualche goccia di questi oli essenziali, miscelati tra loro o fare delle inalazioni dirette con oli essenziali puri. Attenzione all’utilizzo degli oli essenziali , fatevi sempre consigliare da un erborista esperto!! Per saperne di più sull’Aromaterapia..

Altri O.E.  utili: limone, cannella, neroli e bergamotto

FIORI DI BACH

I fiori di Bach agiscono  sulla nostra emotività e sull’equilibrio delle nostre emozioni. I fiori che possono aiutare la nostra mente sono: Clematis, chesnut bud, gentian, gorse, sweet chestnut, mustard, wild rose, rock rose. I fiori sopraelencati sono  i fiori più indicati per questo tipo di problema, ma è importante sempre personalizzare il preparato , quindi una valutazione personale può includere anche altri fiori. Per saperne di più sulla Floriterapia..

ALIMENTAZIONE CONSIGLIATA

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 E’ importante porre un’attenzione particolare all’alimentazione, perchè una dieta squilibrata , non giova ne alla nostra salute ne alla nostra mente. Dieta da osservare per il trattamento dell’Alzheimer.

  • DIGIUNO INTERMITTENTE . Effettuare un digiuno di 16 o 24 ore ogni settimana è un ottimo modo per generare i corpi chetonici in grado di rigenerare il cervello e di nutrire le aree cerebrali dove il glucosio non riesce ad arrivare a causa dell’insulino-resistenza presente nell’Alzheimer. Inoltre il digiuno stimola la differenziazione delle cellule staminali a livello cerebrale. Per farlo è semplice, basta saltare un pasto: ad esempio l’ultimo pasto della giornata è il pranzo e poi si mangia il giorno dopo a colazione.
  • ASSUMERE UNA DIETA NUTRIENTE RICCA DI FOLATI.Le verdure, senza dubbio, sono la migliore forma di folati, e dovremmo tutti mangiare un sacco di verdure crude fresche ogni giorno. Esistono anche integratori di acido folico ma non sono efficaci come i folati presenti negli alimenti. Oltre alle verdure, anche la frutta e le uova sono ricche di folati. La cottura distrugge l’acido folico (vitamina B9) quindi cercare di assumere questi alimenti crudi o poco cotti.
  • EVITARE ZUCCHERO E FARINE RAFFINATE.Pane, pasta, pizza, snacks, dolci e tutti i cibi a base di zucchero e farina danneggiano il cervello. Ho dedicato un’intera ricerca sugli effetti dei cibi ad alto indice glicemico nel cervello ed in particolare l’insorgenza di demenza ed Alzheimer.
  • CONSUMARE CIBO BIOLOGICO E DI STAGIONE. Il cibo biologico è privo di pesticidi e sostanze dannose per la salute. Infatti ci sono numerosi studi scientifici che legano alcuni pesticidi (che contengono anche metalli pesanti) con l’insorgenza del morbo di Alzheimer e danni cerebrali. E’ stato anche osservato che consumare cibo biologico per 2 settimane favorisce l’evacuazione della maggior parte dei pesticidi nel corpo.
  • CONSUMO DI PESCE. E’ importante assumere omega-3anch’esso in grado di distruggere le placche beta-amiloide, cosa che non sorprende se consideriamo che il 30% del nostro cervello è fatto di omega-3 e svolge moltissime funzioni nel sistema nervoso. Preferire pesci di piccola taglia come le sardine ed evitare pesci grandi come tonno e pesce spada che sono inquinati da mercurio. In alternativa è possibile assumere degli integratori di omega detossicati e purificati da mercurio.
  • INTRODURRE SUCCHI E ESTRATTI DI VERDURE E FRUTTA FRESCHI. Succo di melograno, di uva nera, di mirtillo..
  • VARIARE L’ASSUNZIONE DI SEMI ( sesamo, girasole, zucca, chia, lino, canapa..). SEMI DI SESAMO (lignani). Il sesamo è ricchissimo di calcio, lignani ,.. Possiede proprietà antitumorali, antiossidante, antipertensiva, ipocolesterolomizzante e neuroprotettiva. Le neuro-infiammazioni hanno un ruolo importante ella patogenesi e nella progressione dimalattie neurodegenerative, fra cui il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson e la sclerosi multipla. E’ stato dimostrato che la sesamina sopprime la produzione di NO ( ossido nitrico).

Tossine da evitare per il trattamento dell’Alzheimer

  • FARMACI ANTIACIDI. Gli antiacidi abbassano i livelli di vitamina B12 che conducono a: fratture, depressione, demenza e Alzheimer, disturbi di fertilità femminile, disturbi della crescita nei bambini, malattie cardiache e cancro. Gli antiacidi spesso contengono alluminio che favorisce: demenza, Alzheimer, nervosismo, instabilità emotiva e compromissione delle facoltà intellettive.
  • LE STATINE.  Le statine, i farmaci per il colesterolo, sono particolarmente problematiche perché sopprimono la sintesi del colesterolo, riducono nel cervello il coenzima Q10, la vitamina K2, e i precursori dei neurotrasmettitori, e prevengono un adeguato rilascio di acidi grassi essenziali e antiossidanti liposolubili al cervello inibendo la produzione della indispensabile biomolecola vettore nota come lipoproteine a bassa densità.
  • FARMACI PER INSONNIA.Le benzodiazepine sono farmaci usati come antidepressivi, ansiolitici e per l’insonnia e bloccano l’acetilcolina, un neurotrasmettitore del sistema nervoso, hanno dimostrato di aumentare il rischio di demenza. Questi farmaci comprendono: Alprazolam, Bromazepam, Bromiden, Diazepam, Lorazepam, Clonazepam, Valium, Xanax.

Rosanna Buda – www.erboristeriasemidiluna.com