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Torre Colombaia

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L’azienda biologica Torre Colombaia, a San Biagio della Valle, vicino Perugia, è stata la prima azienda in Umbria certificata come biologica, i nostri prodotti sono ormai conosciuti e apprezzati in tutta Italia.

Azienda Torre colombaia

A torre Colombaia dal 1986, sotto guide esperte, coltiviamo biologicamente i nostri 55 ettari di terra arabile (eventi climatici permettendo), trasformando poi quello che raccogliamo, in modo da fornire ai nostri clienti cibi sani, salutari, freschi e a prezzi accessibili. A tal fine utilizziamo macchinari aziendali di piccole dimensioni e artigiani trasformatori umbri o di regioni confinanti. In modo da non depauperare, ma al contrario conservare e anzi esaltare le qualità originarie dei semi trebbiati. Infine per seminare utilizziamo i nostri stessi semi o altri semi antichi che scambiamo con altri agricoltori biologici.

COME COLTIVIAMO
Dopo aver arato o rippato e poi estirpato (per ottenere zolle più piccole) d’estate il terreno, dopo la trebbiatura precedente, a inizio novembre ai “morti”, lo si semina, circa 2 quintali di seme ben selezionato a ettaro. Il seme è il nostro, dal raccolto dell’anno precedente. La varietà è il grano bolero, ma dal 2014 stiamo sperimentando anche altri grani antichi italiano:

  • Biancola
  • Gentilrosso
  • Abbondanza

in collaborazione e finanziati dal Parco Tecnologico dell’Umbria. Con questi grani produciamo anche una farina integrale “da mix di grani antichi italiani” che dalle ultime ricerche della Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze risultano assai più ricche di vitamine e sali minerali rispetto ai grani moderni (Prof. Stefano Benedettelli http://www.biodinamica.org/2013/04/cereali-biodinamici-dai-grani-antichi-ai-grani-per-il-futuro). Concimiamo poi in copertura con 10 quintali di pollina a ettaro, ripassiando il terrenno a gennaio-febbraio con l’erpice strigliatore per carpire meccanicamente (senza uso di diserbante chimico) le erbacce appena nate con mini-foglioline, senza danneggiare il grano già alto 10 centimetri. Infine a inizio luglio trebbiamo e immettiamo il farro nel silo, sotto azoto e sigillato per 48 ore, per uccidere larve e uova di possibili insetti.

TRASFORMAZIONE
Il grano in chicchi venduto tal quale, lo passiamo prima nella nostra macchina selezionatrice per togliergli le impurità e i semi delle erbacce che a trebbiatura risultano mischiate col seme buono (non venendo eliminate da prodotti chimici). Successivamente, per ottenere la farina integrale lo maciniamo col nostro mulino a pietra di legno, di fabbricazione austriaca. La farina viene poi passata anche nel buratto se vogliamo setacciarla ai fini di avere una farina semintegrale di tipo “2”. Per ottenere la farina tipo “0” dobbiamo invece portare il nostro grano al molino a cilindri biologico esterno all’azienda. Infine, per conservare queste farine, le insacchiamo in sacchi da 10 o 25 kg e le stiviamo nella nostra cella-frigo.